William Klein, Independence Day, Dakar, Senegal, 1963
Harper's Bazaar Italia, November, 2025

William Klein, Independence Day Parade, Dakar, Senegal, 1963
In 1963, the celebrated artist William Klein was travelling through several west African countries. On April 4 he was in Dakar, capital of Senegal, for the annual Independence Day parade. Senegal had freed itself of French colonial rule only three years earlier. Klein was photographing in color and black & white, mostly with his customary wide lens, but for the parade itself he experimented with a special telephoto lens. Only a few of these photos were published at the time, in the UK’s Telegraph Weekend and Town magazines.
The following year, Klein made his ground-breaking documentary about the boxer Cassius Clay (Muhammad Ali) which played all across Africa for years. It led to a commission to film the legendary Pan African Festival of Algiers in 1969. While there, he met Eldridge Cleaver, minister of information for the Black Panthers. On the spot, Klein decided to make a film with Cleaver about Black liberation movements and the urgent need to overturn Western empires.
The first years of Senegal’s independence were marked by factional disagreements, and an attempted coup. Hence, the parade was largely a display or military strength. This is still the case today. To quote the country’s presidential website, the theme of the 65th anniversary parade (2025) was “Towards Technological and Industrial Sovereignty of the Armed Forces, highlighting Senegal’s strategic progress in strengthening its military capabilities and industrial autonomy.” One is reminded for President Trump’s recent parade in Washington DC, with its trundling tanks, marching soldiers, and bored bystanders.
But look closely. Klein leaves the military costumes central in his frame but out of focus. What interests him is the informal crowd of watching citizens. Amid the men, the most direct gaze belongs to a young woman. The telephoto lens compresses the space, bringing foreground and background into dialogue with each other, or at least into a symbolic relationship. Does she see Klein and his camera, or is she looking at the backs of the passing soldiers? Klein’s refusal to focus on the media-friendly display of state power was a conscious a rejection of it, in favour of the people, and specifically this woman.
The photograph was taken quickly, but the skill of a great street photographer is to recognise a striking image and a powerful set of meanings in an instant. Klein did this thousands of times across a career spanning several decades. In 1963 he was at his peak, moving with enormous energy between his street pictures, his fashion photography for Vogue, filmmaking, and abstract painting. I think we can see elements of all his activities in this extraordinary photograph from Dakar.
Italian translation (published)
Siamo nel 1963 e William Klein, fotografo affermato, sta visitando una serie di Paesi in Africa occidentale. Il 4 aprile si trova a Dakar, capitale del Senegal, per la parata annuale in occasione del Giorno dell’Indipendenza: la liberazione dal dominio coloniale francese è avvenuta solo tre anni prima. Klein scatta a colori e in bianco e nero, generalmente con il grandangolo, ma in quell’occasione decide di sperimentare con uno speciale teleobiettivo. Solo alcune di quelle foto saranno pubblicate nei giornali britannici Telegraph Weekend e Town. L’anno seguente, l’artista girerà un documentario rivoluzionario sul boxer Cassius Clay (Muhammad Ali), che verrà proiettato a lungo in tutto il continente africano e gli procurerà l’incarico di filmare il leggendario Festival culturale panafricano di Algeri del 1969, dove conoscerà il ministro dell’informazione per le Black Panthers Eldridge Cleaver. La decisione sarà immediata: Klein realizzerà un film con lui protagonista sui movimenti di liberazione neri e sull’urgente necessità di rovesciare gli imperi occidentali. I primi anni di indipendenza del Senegal furono caratterizzati da dissidi e lotte tra fazioni, più un tentativo di colpo di Stato. La parata del ’63, quindi, era prima di tutto una dimostrazione di forza militare. E lo stesso vale ancora oggi: il tema del 65° anniversario è stato infatti “Verso la sovranità tecnologica e industriale delle forze armate”, come si legge sul sito presidenziale, un’idea “per esaltare i progressi strategici nazionali nel rafforzamento militare e nell’autonomia industriale”. Viene in mente la recente sfilata a Washington, davanti al presidente Trump, dei soldati in marcia e dei carri armati che si trascinavano lentamente tra gli spettatori annoiati. Osservando con attenzione l’immagine in questa pagina, vediamo che Klein lascia sì le uniformi al centro dell’inquadratura, ma fuori fuoco. Quello che gli interessa è la folla di cittadini. Tra i tanti uomini presenti, lo sguardo in camera più diretto appartiene a una giovane donna. Il teleobiettivo comprime lo spazio, creando un dialogo tra primo piano e sfondo o almeno instaurando tra loro una relazione simbolica. La ragazza ha visto Klein e la sua macchina fotografica o sta guardando la schiena dei soldati che passano? Il rifiuto dell’artista di concentrarsi sulla dimostrazione mediatica di potere governativo è consapevole, a favore del popolo, in particolare di quella donna. È uno scatto rapido, ma l’abilità di un grande fotografo di strada è proprio quella di riconoscere in un istante un’immagine dai significati potenti. Klein lo ha fatto migliaia di volte nel corso di una lunga carriera. Nel 1963 era all’apice: riusciva a spostarsi con enorme energia dalla fotografia di strada agli incarichi di moda per Vogue, dalla regia cinematografica alla pittura astratta. Tutti elementi contenuti in questo straordinario scatto a Dakar.